Ma voglio Morricone per il duello finale di HP con Voldemort
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a cambiare le regole del gioco
ma voglio viverla cosi quest’avventura
senza frontiere e con il cuore in gola
E il mondo in una giostra di colori
e il vento accarezza le bandiere
arriva un brivido e ti trascina via
e sciogli in un abbraccio la follia
Non so mica perchè, ma stavo ascoltando una delle mie compilation quando mi è venuto l’impulso di riportare queste due strofe della bella canzone di Moroder – Bennato – Giannini dei Mondiali di Italia ‘90… Mamma mia quanto tempo è passato. Forse sarà che stavo pensando a quello che avrei potuto fare e non ho fatto, o a quello che ho fatto e avrei potuto non fare? Mmm… Sarà il caso che me ne vada a dormire. Saggezza!
Motto della serata: anything is possible if you’ve got enough nerve (citazione… da chi?)
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Assodata la derivazione, vorrei far notare l’importanza della musica in un film. Essa ora volutamente distrae e ora duramente colpisce: ma sempre crea degli stati d’animo che le immagini sfruttano. Avete mai notato come quasi tutti i brani delle pubblicità vengano presi da colonne sonore? No? Ne dirò qualcuna a caso, allora: la Barilla usa Now we are free da Il gladiatore (Hans Zimmer, cantata da Enya) e prima usava Hymn da Momenti di gloria (Vangelis)… Ta-ta-ta, ta-ta ta-ta… Chi non se la ricorda? Dove c’è Barilla c’è casa. E Unieuro? The battle, sempre da Il gladiatore. Gianni!
Scherzi a parte, è palese che si scelgono queste musiche perchè esse immediatamente destano delle emozioni, in chi le ascolta, che possono essere ora di dolcezza, ora di esaltazione, ora di sensualità. E per questo che dico che la musica da film è la discendente della musica classica: anche questa raccontava delle immagini e delle storie, cercando di evocare negli ascoltatori le sensazioni che uno avrebbe provato di fronte a quelle scene. Basta pensare ad esempio alla Sinfonia n°6 di Beethoven, la cosiddetta Pastorale, che racconta proprio di una giornata in campagna.
OK, adesso due parole sui miei compositori favoriti e perchè mi piacciono. Sono 4, anche se ce ne sarebbero altri da menzionare, come ad esempio Howard Shore, che ha fatto la colonna sonora di Lord of the Rings, o Trevor Rabin per il solo tema di Armageddon (che dà una carica assurda) ma mi limiterò!
Ennio Morricone
Questo è stato, nel campo delle colonne sonore, il mio primo amore, per così dire. Ho una cassetta con le sue più belle dai film di Sergio Leone che sento spesso. Splendido anche per il suo uso di strumenti strani, come fruste, sonagli e cose del genere. E c’è un suo brano in Mission, Gabriel’s Oboe, che manda i brividi per la schiena.
Vangelis
Ah, questo è un figlio della tecnologia… Nel senso che non usava l’orchestra, ma il sintetizzatore. E’ un po’ che non sento niente di suo, anche se so che ha musicato Alexander. Ma come si fa a scordarsi il brano principale di Momenti di gloria (Chariots of fire) e la musica di Bladerunner? Non è più il mio favorito degli "sperimentatori", ma merita di essere ricordato.
John Williams
Che dire di questo? E’ il Maestro. Direttore d’orchestra, annovera moltissimi capolavori. Qualche esempio? Le saghe di Star Wars, Indiana Jones, Superman, Harry Potter… Devo continuare? Jurassic Park, Lo Squalo, E.T.! Davanti a JW non so proprio che dire, le sue musiche sono così potenti che spesso tolgono il fiato.
Hans Zimmer
Hans Zimmer ha preso per così dire il posto di Vangelis nel mio cuore per quanto riguarda gli sperimentatori. Mixa musica tecno e tribale, melodie e rumori. Non a tutti piace, ma di sicuro non lascia indifferenti. Per citare due film musicati da lui, oltre allo stramenzionato Il Gladiatore: Black Hawk Down, Pearl Harbor.
Beh, finalmente c’è l’ho fatta. Spero che anche a voi queste musiche diano le stesse emozioni che danno a me quando le ascolto. Ciao e buona notte! Andrò a dormire sentendo Harry Potter e il Calice di Fuoco di Patrick Doyle. Tanto per non smentirmi!
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NON TI DIMENTICHERÒ…
Io no! Io no! Vedrai che….
Io no! Io no! Io no!
NON TI DIMENTICHERÒ!
Io no! Io no! Io no! Vedrai che…
IO NON TI ASPETTO PIÙ!
……………………………YE-EH-EH!
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Il problema è un altro: le batterie. Io uso delle ricaricabili al NiMH, e come quelle al NiCd hanno un problema: quando muoiono, muoiono di colpo. Il che vuol dire che uno ha tre tacche (batteria carica) per svariate ore, poi ne vengono due e dopo dieci secondi l’ambaradan si spegne.
Capisco che la curva di scarica a differenza che nelle alcaline è molto piatta e poi va giù di colpo, del resto questo è anche un pregio, visto che almeno la qualità di riproduzione rimane costante, però è possibile che non si possa fare altro, in questi dispositivi, che rilevare la tensione, per riuscire a capire come stanno messe le batterie? Vale lo stesso anche per le batterie agli ioni di litio dei cellulari, tra ( ); stanno a n-mila tacche per x giorni, poi di colpo vanno giù come missili che sembra si bevano mAh come fossero gazosa.
Voglio dire, nella macchina fotografica reflex, che usa sempre batterie al litio ricaricabili, quando mi dà batteria semiscarica io so che è effettivamente questo, cioè mezza carica: e posso fare ancora tantissime foto prima che mi segnali scarica. Probabilmente il fatto che la macchina fotografica costi circa 10 volte quello che ho speso per il cellulare incide in qualche modo sul problema
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