E così è finita, la saga che ha occupato la fantasia di milioni di persone (non dico bambini, perchè solo chi non ha mai letto HP può pensare sia solo un libro per bambini). E’ finita molto come me l’aspettavo, con un libro pieno d’azione, di colpi di scena, di gioie e dolori. Il mondo dei maghi è in guerra, e per tutto il libro questo senso costante di essere in guerra permane come una coltre, puntualizzato da varie tragedie, a volte alzandosi per lasciar spazio a felicità sempre temporanee, caduche. Il bianco e il nero diventano grigio macchiato di rosso, lealtà sono messe in discussione, le emozioni corrono forti. Per chi combatte, il mondo è un singolo luogo, dove la morte è l’unica padrona, ma quando alla fine il bene e il male si trovano di fronte, tutti trattengono il fiato e aspettano col cuore in gola.
Un libro che forse è il più bello della saga: sono quasi dell’idea che sia meglio del quarto, che era il mio favorito finora; se non gli do il massimo è solo perché ci sono alcuni dettagli che non mi hanno convinto: 4 stellette e mezzo. 5 stellette per la saga, lode e ringraziamenti per aver creato un mondo fantastico.
PS Noterete nel finale un’allegoria: un personaggio, non diciamo chi, salutandone un altro usa la parola “bereavement” (che non saprei tradurre se non con intensa sofferenza psicologica”) per indicare la sua sensazione… Ora, JKR ha detto che finire la saga è stato un “bereavement”… Ecco che le ultime righe diventano un saluto ai lettori, ma soprattutto credo ai personaggi che hanno popolato queste storie.



