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Ultimamente mi sono dato parecchio ad un subset della scifi, quello sul genere di “Starship Troopers” tanto per intenderci. Spulciando su Amazon i libri a basso costo mi sono imbattuto nella solita valanga di porcaie, ma anche in alcuni autori degni di nota. Ecco quello che ho letto e che consiglierei a chi apprezza il genere:

Marko Kloos; ho preso il suo romanzo di esordio, “Terms of Enlistment” (il protagonista si arruola per sfuggire alla vita grigia delle sterminate città dove tutti vivono col salario minimo) e subito dopo i racconti “Lucky Thirteen” e “Measures of Absolution” ambientati nello stesso universo… Come capirete quindi mi era piaciuto parecchio. Sta per uscire il seguito “Lines of Departure”, l’ho preordinato e non vedo l’ora di leggerlo.

Vaughn Heppner; di lui ho letto “Assault Trooper” (la Terra è stata quasi sterminata e uno degli ultimi sopravvissuti viene rapito da una razza aliena per combattere per loro) e ho appena comprato “Planet Strike” che ne rappresenta il seguito. Ha scritto un sacco di altra roba ma dato che sono tutte serie prima di approfondire voglio vedere come se la cava con il proseguimento di questa.

Elliott Kay; preso e letto “Poor Man’s Fight”, ora non ce l’ho molto presente, ma ricordo che mi era piaciuto. L’autore ha scritto anche altre cose di generi diversi ma niente seguito ancora.

Sara King; di lei ho letto “Forging Zero” e “Zero Recall”, raccontano la storia di un supersoldato attorno a cui si intrecciano i destini delle molte razze dell’Universo… E proprio la complessità di questo è secondo me la parte più interessante; anche le storie comunque non sono affatto male ma dopo la seconda mi sono fermato.

Isaac Hooke; “ATLAS” (storia di uno che viene da un barrio e si arruola affrontando un corso simile ai Seals per poi essere presente al primo contatto con una specie ostile) è il suo primo romanzo del genere, ma ha una saga di scifi/fantasy alle spalle (non molto quotata). Finito ieri, e mi sono preso subito i due raccontini “Caterpillar Without A Callsign” e “Just Another Day” quindi come potete capire anche questo l’ho trovato molto bello.

Gli autori sono dei perfetti sconosciuti e qua e là può esserci qualche ingenuità che un editor avrebbe colto (ad esempio in ATLAS ho trovato due o tre refusi) ma la qualità è alta e il prezzo è basso. Quanto costa il tutto? 36 dollari (27 euro, ad oggi). Quanto ci si mette a leggerli? Beh, io li ho letti nell’arco di sei mesi, però nel frattempo ho letto molto altro, quindi non saprei. Diciamo che una settimana o due per romanzo ci vuole sicuro, anche masticando bene l’inglese, perlomeno se uno lavora e ha tempo solo la sera o in viaggio. Se vi piace il genere, non vi pentirete dell’acquisto.

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Circa un mese e mezzo ho acquistato un Kindle 3G, l’eBook reader di Amazon che negli USA sta cambiando il mercato dell’editoria.
Si tratta di un device piccolo e leggero, dedicato alla lettura, principalmente della narrativa, NON di uno dei tanti tablet che sono diventati l’ultima moda dopo quella dei netbook.
Le differenze sono nel costo (150 euro circa, un tablet costa 4 volte tanto), nello schermo (eInk invece che LCD) e nella funzione (principalmente lettura invece che internet e multimedia).
Ho menzionato lo schermo, che è il punto forte del Kindle 3G; grande come un paperback, ottimamente contrastato, si legge meglio di un libro, in qualsiasi condizione di luce, anche all’esterno, dove gli schermi LCD retroilluminati mostrano tutti i loro limiti; di contro, necessita di una luce per essere letto al buio. Il tempo di aggiornamento delle pagine è analogo a quello che si avrebbe sfogliando un libro, la risposta ai comandi veloce; nel contempo la durata delle batterie è mostruosa (ricarico il Kindle ogni 2-3 settimane) a patto ovviamente di staccare il wireless quando non serve. Di contro, l’eInk è in bianco e nero, quindi non ottimale per la fruizione di, ad esempio, riviste; del resto NON esistono eBook reader a colori, quelli che proclamano di esserlo hanno uno schermo LCD e quindi sono inadatti alla lettura prolungata.
Le funzionalità del Kindle sono perlopiù dedicate alla lettura: il testo può essere ridimensionato, si possono cambiare i font, ci si può perfino far leggere il libro ad alta voce dal Kindle; si può ovviamente fare una ricerca all’interno del testo, mettere segnalibri, prendere note e condividerle sui social network (Twitter e Facebook) tramite il modem 3G di cui il Kindle è dotato assieme al WiFi. Lo stesso modem può essere usato in quasi tutto il mondo per acquistare libri direttamente dal negozio di Amazon, come anche per consultare la Wikipedia e (per i soli utenti americani) navigare liberamente su internet e la connessione NON si paga (o per meglio dire, è compresa negli altri costi) il che è un bonus non da poco, e forse uno dei motivi che più spiega il successo del Kindle.
Cosa ne penso io? Beh, è un oggettino eccezionale. E’ così comodo da portare in giro che lo tengo sempre con me, e ho ripreso a leggere molto di più, anche sull’autobus (dove desta un po’ di curiosità) e soprattutto in viaggio, ma lo uso anche in casa… La comodità di avere una mezza biblioteca con sè non è da poco. D’altra parte, la non disponibilità sul negozio di Amazon di eBook in italiano (dello schifo che è il mercato dell’editoria in Italia parlo in un altro post) potrebbe essere un problema per alcuni… Ma non per me, dato che leggo più in inglese che italiano, e i libri in italiano non ho alcuna difficoltà a trovarli in libreria, al contrario dei primi. Non è da sottovalutare poi il fatto che molti contenuti si trovano su internet, sia in maniera legale che meno legale.
E’ importante ricordare che il Kindle supporta il formato mobi, tuttavia gli eBook in formato epub possono essere convertiti facilmente usando Calibre (e viceversa), a patto che non siano protetti (o siano sprotetti in qualche modo, di cui ovviamente qui non parleremo perchè ai confini del lecito). Maggiori informazioni su queste questioni nel post dedicato.
Si tratta secondo me del migliore dispositivo per la lettura di eBook attualmente disponibile, come prestazioni, qualità di lettura, costo; tuttavia, se voleste regalare un reader a vostra madre che legge solo in italiano e non ha voglia di convertire contenuti o smanettare, consiglio un più costoso Sony compatibile con gli stand… Con l’estorsione in vigore in Italia. Per me, non c’è proprio partita… Kindle.

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E’ giunto finalmente il momento degli eBook… Non è più una domanda bensì una constatatazione.
Considerate questi due dati: Amazon sta vendendo più eBook che libri di carta; BORDERS sta chiudendo più di 200 librerie negli USA. Letti assieme ci dicono che il momento è epocale, e come al solito dalle nostre parti non pare essersene accorto nessuno, o quasi.
Ma cosa è un eBook esattamente? Diciamo intanto cosa NON è: un pdf NON è un eBook, bensì la rappresentazione grafica di un testo, con una formattazione ben precisa, spesso sofisticata, e non modificabile. Gli eBook invece sono testo puramente elettronico, con una formattazione di base, e sono quindi riformattabili per essere letti comodamente anche su schermi abbastanza piccoli come i 6″ dei più diffusi reader.
Gli eBook vengono in due formati principali: .Mobi e .ePub, entrambi ben diffusi e con i rispettivi vantaggi e svantaggi; di per sè i due formati sono convertibili reciprocamente tramite opportuni programmi di conversione, come l’open source Calibre, ma NON quando blindati da lucchetti proprietari.
E qui vengono le note dolenti: infatti ogni negozio di eBook sul mercato impone una protezione ai contenuti, ad esempio Amazon rilascia dei file .azw che sono dei .Mobi protetti, altri venditori ricorrono al DRM di Adobe piazzato sui file .ePub. Questa “protezione” (che ovviamente è già stata aggirata) rappresenta il principale ostacolo alla diffusione degli eBook, e finisce con l’infastidire solamente i clienti paganti, dato che gli stessi contenuti sono quasi sempre con un po’ di fantasia reperibili… In pratica, dato che i dispositivi leggono un solo formato, e i file protetti non sono convertibili, uno è portato alla pirateria semplicemente per poter condividere i propri contenuti tra i vari dispositivi di cui è a disposizione. Uno stato di cose assurdo che ovviamente non può durare.
Il mercato degli eBook risente decisamente delle resistenze dell’editoria tradizionale, ma negli USA e in UK la presenza di Amazon sta destabilizzando i giochi di cartello in maniera decisamente rapida. Inoltre la pervasività dei mass market paperback fa sì che quasi tutti i libri si trovino entro poco dall’uscita a 4.99 o anche meno. In Italia, dove non c’è la stessa pratica di rilasciare hardback e poi paperback, il grosso dei libri si trova sui 15 o 20 euro e buona notte. E questa è la ragione per cui difficilmente comprerò degli eBook in Italia, finchè Amazon non arriverà anche qui a scompaginare le carte… Ed è solo questione di tempo.
Un altro motivo per cui l’editoria tradizionale resiste ferocemente all’arrivo degli eBook è quello dell’autopubblicazione: chiunque abbia talento può mettere assieme facilmente un eBook e affidarlo ad Amazon per le vendite, con una percentuale sugli incassi che raggiunge il 70%, contro il 10% o meno tipico dell’editoria tradizionale… Con un’accorta autopromozione su internet diversi autori sconosciuti, tra cui una ragazzina americana di nemmeno 20 anni, sono entrati nei top-10 dei libri venduti su Amazon, guadagnando cifre ragguardevoli. Ovvio che i grandi editori non vedano di buon occhio un media che sfugge al loro controllo e alla loro percentuale. Ma la resistenza è inutile, e come dimostra Amazon i lettori sono perfettamente capaci di votare col proprio portafoglio.

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