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Nuovi Kindle

Amazon ha presentato il nuovo Kindle superfigo… Ma in Italia non c’è. Why, Amazon, whyyyyyyy?

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Breve rece Moto G

Mi è arrivato venerdì mattina (in anticipo sulla previsione originaria di Amazon.de, che dire, efficientissimi come al solito) il Moto G 8 Gb, ultimo cellulare di Motorola ora di proprietà di Google. In Italia esce lunedì (a 199 euro, 30 euro di più che su Amazon.de) e ho pensato quindi di farne una recensione.
Chiamarlo mini-Nexus non sarebbe inesatto: ha uno schermo molto bello, con una risoluzione che rivaleggia con il mio Nexus 10, ma nel contempo non va all’esagerazione degli ultimi modelli (sul serio: l’occhio umano non risolve più di 300 dpi, fermatevi!!!) e quindi non succhia la batteria più di tanto. Proprio la batteria sembra un punto di forza: dopo un paio di giorni di funzionamento (abbastanza tranquillo, avrò speso venti minuti di telefonate al giorno) e due nottate di modalità aereo sono ancora a metà batteria. Ho l’impressione che si possa arrivare a due giorni di impiego normale senza troppi problemi. Le prestazioni mi sembrano eccellenti, risponde velocemente senza impuntamenti e perfino Chrome per mobile su questo aggeggio sembra quasi un browser decente. Facebook no, Facebook per Android fa sempre schifo su qualunque cosa giri. L’audio in chiamata mi pare ottimo, il vivavoce al massimo è un po’ metallico ma poco male, l’importante è che sia forte. La ricezione non ha particolari problemi e anche il WiFi funziona bene. Infine, il punto di forza principale: qualità / prezzo (170 euro comprandolo in crucchilandia) non ci sono paragoni sul mercato: per avere qualcosa di analogo bisogna spendere almeno 100 euro di più (e a quel punto uno farebbe bene ad andare direttamente sul Nexus 5). Unico neo la fotocamera che non è un granchè, ma per me è un peccato trascurabile avendo altri strumenti.
Mio giudizio: 5 stelle e un must-buy per Natale. Ovviamente online.

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Circa un mese e mezzo ho acquistato un Kindle 3G, l’eBook reader di Amazon che negli USA sta cambiando il mercato dell’editoria.
Si tratta di un device piccolo e leggero, dedicato alla lettura, principalmente della narrativa, NON di uno dei tanti tablet che sono diventati l’ultima moda dopo quella dei netbook.
Le differenze sono nel costo (150 euro circa, un tablet costa 4 volte tanto), nello schermo (eInk invece che LCD) e nella funzione (principalmente lettura invece che internet e multimedia).
Ho menzionato lo schermo, che è il punto forte del Kindle 3G; grande come un paperback, ottimamente contrastato, si legge meglio di un libro, in qualsiasi condizione di luce, anche all’esterno, dove gli schermi LCD retroilluminati mostrano tutti i loro limiti; di contro, necessita di una luce per essere letto al buio. Il tempo di aggiornamento delle pagine è analogo a quello che si avrebbe sfogliando un libro, la risposta ai comandi veloce; nel contempo la durata delle batterie è mostruosa (ricarico il Kindle ogni 2-3 settimane) a patto ovviamente di staccare il wireless quando non serve. Di contro, l’eInk è in bianco e nero, quindi non ottimale per la fruizione di, ad esempio, riviste; del resto NON esistono eBook reader a colori, quelli che proclamano di esserlo hanno uno schermo LCD e quindi sono inadatti alla lettura prolungata.
Le funzionalità del Kindle sono perlopiù dedicate alla lettura: il testo può essere ridimensionato, si possono cambiare i font, ci si può perfino far leggere il libro ad alta voce dal Kindle; si può ovviamente fare una ricerca all’interno del testo, mettere segnalibri, prendere note e condividerle sui social network (Twitter e Facebook) tramite il modem 3G di cui il Kindle è dotato assieme al WiFi. Lo stesso modem può essere usato in quasi tutto il mondo per acquistare libri direttamente dal negozio di Amazon, come anche per consultare la Wikipedia e (per i soli utenti americani) navigare liberamente su internet e la connessione NON si paga (o per meglio dire, è compresa negli altri costi) il che è un bonus non da poco, e forse uno dei motivi che più spiega il successo del Kindle.
Cosa ne penso io? Beh, è un oggettino eccezionale. E’ così comodo da portare in giro che lo tengo sempre con me, e ho ripreso a leggere molto di più, anche sull’autobus (dove desta un po’ di curiosità) e soprattutto in viaggio, ma lo uso anche in casa… La comodità di avere una mezza biblioteca con sè non è da poco. D’altra parte, la non disponibilità sul negozio di Amazon di eBook in italiano (dello schifo che è il mercato dell’editoria in Italia parlo in un altro post) potrebbe essere un problema per alcuni… Ma non per me, dato che leggo più in inglese che italiano, e i libri in italiano non ho alcuna difficoltà a trovarli in libreria, al contrario dei primi. Non è da sottovalutare poi il fatto che molti contenuti si trovano su internet, sia in maniera legale che meno legale.
E’ importante ricordare che il Kindle supporta il formato mobi, tuttavia gli eBook in formato epub possono essere convertiti facilmente usando Calibre (e viceversa), a patto che non siano protetti (o siano sprotetti in qualche modo, di cui ovviamente qui non parleremo perchè ai confini del lecito). Maggiori informazioni su queste questioni nel post dedicato.
Si tratta secondo me del migliore dispositivo per la lettura di eBook attualmente disponibile, come prestazioni, qualità di lettura, costo; tuttavia, se voleste regalare un reader a vostra madre che legge solo in italiano e non ha voglia di convertire contenuti o smanettare, consiglio un più costoso Sony compatibile con gli stand… Con l’estorsione in vigore in Italia. Per me, non c’è proprio partita… Kindle.

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E’ giunto finalmente il momento degli eBook… Non è più una domanda bensì una constatatazione.
Considerate questi due dati: Amazon sta vendendo più eBook che libri di carta; BORDERS sta chiudendo più di 200 librerie negli USA. Letti assieme ci dicono che il momento è epocale, e come al solito dalle nostre parti non pare essersene accorto nessuno, o quasi.
Ma cosa è un eBook esattamente? Diciamo intanto cosa NON è: un pdf NON è un eBook, bensì la rappresentazione grafica di un testo, con una formattazione ben precisa, spesso sofisticata, e non modificabile. Gli eBook invece sono testo puramente elettronico, con una formattazione di base, e sono quindi riformattabili per essere letti comodamente anche su schermi abbastanza piccoli come i 6″ dei più diffusi reader.
Gli eBook vengono in due formati principali: .Mobi e .ePub, entrambi ben diffusi e con i rispettivi vantaggi e svantaggi; di per sè i due formati sono convertibili reciprocamente tramite opportuni programmi di conversione, come l’open source Calibre, ma NON quando blindati da lucchetti proprietari.
E qui vengono le note dolenti: infatti ogni negozio di eBook sul mercato impone una protezione ai contenuti, ad esempio Amazon rilascia dei file .azw che sono dei .Mobi protetti, altri venditori ricorrono al DRM di Adobe piazzato sui file .ePub. Questa “protezione” (che ovviamente è già stata aggirata) rappresenta il principale ostacolo alla diffusione degli eBook, e finisce con l’infastidire solamente i clienti paganti, dato che gli stessi contenuti sono quasi sempre con un po’ di fantasia reperibili… In pratica, dato che i dispositivi leggono un solo formato, e i file protetti non sono convertibili, uno è portato alla pirateria semplicemente per poter condividere i propri contenuti tra i vari dispositivi di cui è a disposizione. Uno stato di cose assurdo che ovviamente non può durare.
Il mercato degli eBook risente decisamente delle resistenze dell’editoria tradizionale, ma negli USA e in UK la presenza di Amazon sta destabilizzando i giochi di cartello in maniera decisamente rapida. Inoltre la pervasività dei mass market paperback fa sì che quasi tutti i libri si trovino entro poco dall’uscita a 4.99 o anche meno. In Italia, dove non c’è la stessa pratica di rilasciare hardback e poi paperback, il grosso dei libri si trova sui 15 o 20 euro e buona notte. E questa è la ragione per cui difficilmente comprerò degli eBook in Italia, finchè Amazon non arriverà anche qui a scompaginare le carte… Ed è solo questione di tempo.
Un altro motivo per cui l’editoria tradizionale resiste ferocemente all’arrivo degli eBook è quello dell’autopubblicazione: chiunque abbia talento può mettere assieme facilmente un eBook e affidarlo ad Amazon per le vendite, con una percentuale sugli incassi che raggiunge il 70%, contro il 10% o meno tipico dell’editoria tradizionale… Con un’accorta autopromozione su internet diversi autori sconosciuti, tra cui una ragazzina americana di nemmeno 20 anni, sono entrati nei top-10 dei libri venduti su Amazon, guadagnando cifre ragguardevoli. Ovvio che i grandi editori non vedano di buon occhio un media che sfugge al loro controllo e alla loro percentuale. Ma la resistenza è inutile, e come dimostra Amazon i lettori sono perfettamente capaci di votare col proprio portafoglio.

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