Cose che faccio

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Ho approfittato delle due settimane di ferie, oltre che per riposarmi, stare un po’ col mio amore e andare al mare, per leggere un paio di libri che avevo da un po’ di tempo nella mia pila.

Beh, a dire il vero il primo è una trilogia, le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi. Per chi non lo sapesse, l’autrice è una giovane scrittrice italiana che va per la maggiore, soprattutto tra i giovanissimi. Devo dire che le Cronache, che sono la prima trilogia che ha scritto, pur tradendo all’inizio una certa immaturità, migliora via via, fino a trovare un esito godevolissimo nel finale. Antonella, che ha già letto la trilogia seguente (le Guerre), mi ha riferito che il processo di maturazione dell’autrice è continuato, perciò ho comprato anche quel volume, che prima o poi leggerò.

Il secondo libro che ho letto è Shattered Sword, un testo sulla battaglia delle Midway, che segnò l’inizio della fine dell’espansione giapponese nella 2GM. Si tratta di un volumazzo di dimensioni rispettabili, introvabile in italiano, molto ben documentato, che ricostruisce, soprattutto dal punto di vista giapponese (molto meno noto alla storiografia occidentale, per ovvi motivi) i motivi che hanno portato alla disfatta del Kido Butai, sfatando numerosi miti lungo la strada. Molto curata la distinzione tra gli avvenimenti e la percezione che di essi avevano i giapponesi, così da meglio far comprendere il perchè di certe scelte.

Entrambi libri che consiglierei, ovviamente agli appassionati di fantasy e di storia contemporanea rispettivamente.

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Per pigrizia, riporto quanto ho scritto stamane ad una amico che mi aveva chiesto un parere (spoiler rimossi):

Visto ieri sera, mi ha entusiasmato ed emozionato. Come sai i miei libri preferiti sono il 4 e il 7, mentre il 6 non l’avevo adorato, trovandolo un po’ incompleto (del resto per forza di cose, essendoci molte trame aperte per il 7), il film invece è venuto molto bene: mi spingerei quasi a dire che forse è quello venuto meglio finora, anche se pure il 4 mi è piaciuto molto (specie la scena del cimitero). Ti basta come critica positiva? Vallo a vedere, secondo me merita assai… Ci sono deviazioni minori dal libro, ma niente di che, ci sta tutto. Il finale è venuto pure molto bene. Ron mi fa morire, poverino fa da spalla comica, ma le battute sono tutte azzeccate. Hermione è sempre più carina e tutti e tre hanno imparato parecchio di recitazione, mi pare. Il miglior personaggio secondario, Snape a parte, è sempre Luna, cmq… Suonata come una campana :D Insomma, buona visione!

E buona visione anche a voi.

Sto leggendo “Leggermente fuori fuoco”, cioè l’autobiografia di Robert Capa… Forse il più grande fotogiornalista del 20 secolo. Proprio domenica scorsa sono stato con Antonella (grazie Amore!) alla sua mostra a Milano, e alcuni scatti mi hanno colpito molto, ma tre in particolare. Intanto i primi due, che tutti conoscono:

Morte di un Miliziano

Morte di un Miliziano

D-Day

D-Day - Omaha Beach

Sono anche scatti contrapposti, perché mentre una persona è morta improvvisamente, senza neanche accorgersene (si vede bene che è stata colpita alla testa), l’altra si è trovata in una situazione mortalissima, sotto il fuoco delle mitragliatrici tedesche, ed è sopravvissuta.

Il terzo, che sventuratamente non sono riuscito a trovare su Gugol, è forse uno dei meno conosciuti ma più drammatici: un bambino, morto per terra, con a lato un maialino e un coniglio (morti anche loro) che aveva cercato di difendere da non ricordo più che soldataglia.

La guerra, nella sua drammaticità, Capa la conosceva bene. E diceva spesso “Se le vostre foto non sono abbastanza buone, forse non siete abbastanza vicini.”

Finchè un giorno anche lui è andato troppo vicino.

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Quanti di voi si ricordano dei librogames, insomma dei libriccini “a bivi” / “il protagonista sei tu” / “scegli la tua avventura”?

Era stato un successo editoriale nei tardi anni ‘80 / inizio anni ‘90, antesignano per certi versi dell’interesse di molti giovani della mia età per i giochi di ruolo o per il fantasy.

Beh, adesso non ho voglia di starvi a raccontare di Lupo Solitario e delle molte sue avventure, o di Oberon il giovane mago, e dei molti eroi che popolavano questi libri, ma siccome ne ho una collezione non indifferente, e di recente ho deciso di ampliarla a un paio di altre serie, quasi complete, volevo semplicemente dire a chi si trovasse in casa di questi libri, e non sapesse che farsene, di contattarmi. Qualcuno a cui interessino si troverà di sicuro, che sia io o un altro appassionato.

Ciao!

PS Ah, anche le storie “a bivi” uscite a suo tempo su Topolino sarebbero apprezzate.

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A Milano, dove ero andato a vedere le fotografie di HCB, c’è una mostra di Robert Capa! Imperdibile! Ci vado! Chi viene con me? Dal 28 marzo al 21 giugno.

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BSG

Ovvero BattleStar Galactica. Il più bel telefilm mai realizzato, punto.
Un’affermazione di questo tipo va ovviamente giustificata.
Intanto, chiariamo che sto parlando di BSG la nuova serie, non del telefilm degli anni 70; i due sono soltanto vagamente collegati, nel senso che le premesse sono simili e qualche personaggio anche, ma poi è tutto diverso: definire la nuova serie un remake nel senso vagamente dispregiativo che si usa di solito sarebbe farle un grosso torto.
Cosa è BSG. Beh, immaginate l’umanità nel futuro, con tecnologie però non particolarmente avanzate, a parte la capacità di viaggiare su navi stellari (si tratta di una fantascienza “realistica”: i caccia manovrano usando getti, le armi sono simili alle nostre, la medicina è al nostro livello, ecc.).
Un bel (brutto) giorno l’umanità viene attaccata massicciamente dai Cylon, esseri meccanici umanoidi, in passato creati (pare) dall’uomo, addirittura nelle versioni più avanzate indistinguibili da esso; l’attacco ha completo successo e il genere umano viene quasi annientato. I pochi superstiti (circa 50000) prendono la fuga con poche navi spaziali, scortate dal BattleStar Galactica, la più vecchia nave da guerra della flotta, unica sopravvissuta (pare) della flotta.
Questa è la premessa. Ma come in ogni telefilm di successo, la storia di fondo è un device narrativo per sviluppare molte altre tematiche, che in questo caso sono molteplici: l’amicizia, l’eroismo, il romanticismo, la perdita, il Vecchio e il Nuovo Testamento, il collaborazionismo e la lotta armata, il terrorismo moderno, l’aborto, i diritti dei lavoratori, la volontà di vivere e la natura di ciò che vuol dire “essere vivi”. E vi sono paralleli a realtà contemporanee come la Francia di Vichy, il Ghetto di Varsavia, la Guerra in Iraq…
Il tutto è condito da un ritmo spesso molto elevato (anche se non mancano puntate introspettive), da un clima di paranoia costante (non si sa mai chi sia un Cylon e chi un umano vero) e da miriadi di citazioni che fanno la gioia dei cinefili (come i Cylon dall’apparenza umana chiamati “lavori in pelle”).
In Italia sono state date le prime tre serie di BSG doppiate, ma solo sulla TV a pagamento, il che ne fa un piccolo fenomeno di culto: chi lo vede se ne innamora, ma un sacco di gente non ne sa nulla e chi l’ha sentito nominare (me compreso, fino a tre mesi fa) pensa che sia una brutta copia di Star Trek.
Negli USA siamo alla 4 e ultima serie, in effetti manca soltanto l’ultima puntata (di tre ore) che passerà in due serate. Perché ultima serie? Beh, non certo per gli ascolti, dato che BSG ha un gran seguito ed ha anche ricevuto critiche piene di lodi e un sacco di premi, ma semplicemente perché la storia è giunta al compimento, e questa serietà nel non voler sbrodolare a tutti i costi una trama per me rappresenta un grande punto di merito.
Bene, sperando alla fine di questo post di avervi interessati, se non ancora convinti che BSG sia il più bel telefilm di tutti i tempi, vi lascio con qualche link per approfondire.

Ah. Gli appassionati di Star Trek possono dire quello che vogliono, ma la “Manovra Adamo” è di gran lunga più cool che non la “Manovra Picard”. E non c’è Enterprise che tenga di fronte alla “Old Bucket”. Lunga vita a BSG.

http://en.wikipedia.org/wiki/Battlestar_Galactica_(reimagining)
http://en.battlestarwiki.org/wiki/Main_Page (una wiki dedicata)
http://www.battlestargalactica.it (il fan club italiano)

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In Italia manca la cultura del gioco. No, non sto parlando del gioco del calcio o di quello d’azzardo: di entrambi ce ne è fin troppo. Né sto parlando dei videogiochi, anche quelli decisamente in buona salute. No, sto parlando dei giochi da tavolo.
Ah, qui direte voi, ma i giochi da tavolo li conosciamo tutti: Trivial Pursuit, Taboo, Pictionary… No signori, non ci siamo proprio: questi sono semplici party game, giochi di intrattenimento. Qui stiamo parlando di una cosa completamente diversa, cioè di giochi che presumono una strategia. E non necessariamente militare.
A questo punto mi obietterete: beh, io ho giocato a Monopoli, io a Risiko, io a Scarabeo… Beh, sappiate che questi giochi equivalgono, per fare un paragone, a stampare usando il metodo di Gutemberg. Si tratta di roba dell’anteguerra, nel caso di Monopoli letteralmente (dato che è del 1935). Non che non possa divertire, ma c’è di molto, molto, molto meglio.
Negli ultimi venti anni, in area europea e particolarmente tedesca, dove il gioco è considerato un passatempo per tutta la famiglia invece che un qualcosa “da bambini”, il gioco da tavolo ha fornito prodotti caratterizzati da regole semplici, profondità strategica (nel senso di scelte da fare, non nel senso militare), astrazione invece che simulazione, tempi di gioco ridotti, nessuna eliminazione dei giocatori, ottima componentistica, ridotta influenza del fattore fortuna.
E che giochi! Forse qualcuno tra coloro che legge conoscerà Die Siedler von Catan, i Coloni di Catan, considerato il gioco principe di questa genia (anche se ancora molto legato all’alea, ma del resto è di parecchi anni fa), ma a me viene in mente il più recente Power Grid (Alta Tensione, in Italia) e ce ne sono molti molti altri… In effetti ne escono di nuovi tutte le settimane, con spesso e volentieri autentici capolavori.
Eppure da noi di tutto ciò non c’è traccia: i vari Taricone, Totti e Playstation non lasciano il tempo per trovarsi tutti assieme attorno a un tavolo, e nei supermercati imperano i soliti classici. A malapena, ogni tanto, si trova qualche gioco di stampo “americano”, e qui ci vorrebbe un bel po’ per spiegare le differenze, così mi limiterò a indicare qualche link sulla Wikipedia a fine post, mentre citerò invece Axis & Allies, che molti di coloro che leggono conosceranno.
In conclusione, sperando di avervi interessato, mi auguro che troviate anche voi il tempo di trovarvi con qualche amico, o perché no, coi vostri familiari e figli, per poter passare assieme un paio d’ore in una maniera intelligente, invece che rincretinirsi con l’ennesima trovata dei mass media.

http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_tedesco
http://en.wikipedia.org/wiki/German-style_board_game (articolo più completo)
http://www.boardgamegeek.com/ (data base di giochi e punto di incontro mondiale degli appassionati)
http://nuke.goblins.net/ (forum degli appassionati italiani di giochi da tavolo)

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No, non è un post politico. I PDD sono i Pattinatori Della Domenica, di cui anche io faccio orgogliosamente parte.

I PDD sono una fauna molto variegata, composta di esemplari di vari tipi. Vi sono ad esempio i PDC; anche qui non è niente di politico ma si tratta semplicemente dei Pattinatori Dilettanti Convinti, cioè di quegli invasati che sognando tripli Salchow compiono migliaia di giri attorno alla pista riuscendo a malapena a stare in piedi: io sono di questi.

Passando a specie più interessanti, vi sono le RCM; c’è sempre infatti per ogni serata di pattinaggio una Ragazza Con la Minigonna. Non si capisce chi le abbia detto che un tale abbigliamento sia adatto al pattinaggio; infatti non parliamo di gonne plissettate o costumi, ma di scomodissime gonne a tubino che limitano i già pochi movimenti di cui la RCM è capace. Le RCM hanno però un grosso punto a loro favore: dato che, come diceva Gianni Clerici a proposito degli spettatori del tennis femminile, gli appassionati del settore sono tutti un po’ voyeur, quando finiscono per le terre, anzi per i ghiacci, di solito è un bel vedere. C’è anche da dire che le RCM spesso rimangono tenacemente abbarbicate alla balaustra del percorso, ma questo è comune anche a tanti loro colleghi maschi e quindi non va a loro discapito.

Tra le altre specie interessanti (anche se non altrettanto fascinose) vi sono i VS, ovvero i Vecchietti Splendidi. Con pattini desueti e obsoleti, con tanti anni per gamba quanti ne hai tu, ti fanno rodere perchè sai che comunque non raggiungerai mai il loro livello. Più nocivi dei VS sono i PIP, cioè i Pirla Invasati sui Pattini: i PIP generalmente credono di saper pattinare e che, per questo motivo, nonostante vi siano decine di persone sul ghiaccio, tutta la pista sia loro; i PIP sfrecciano tra le famigliole coi bambini, generando il panico; i PIP, se li conosci, li eviti: il problema è che spesso sembra che loro ti vengano a cercare, per poi frenare da splendidi a trenta centimetri dalla tua amica che sta pattinando al tuo fianco, facendoti pure cadere.

Abbiamo poi altri esemplari meno dannosi, come ad esempio gli INESS, Invescendati Non Equilibrati Senza Speranza; come per le RCM, anche di questi ce ne è sempre almeno uno, sempre un uomo: facilmente riconoscibile perchè, messo in piedi sul ghiaccio, inizierà a muoversi come un tarantolato, mulinando le braccia e le gambe e quasi sempre terminando con il cadere fragorosamente; dico fragorosamente perchè in genere gli INESS sono grandi e grossi. Esistono poi i perniciosi FFB, Fuma Fuma da Balustra: questi hanno come unico scopo della loro serata pattinatoria, il fare due giri all’inizio e due giri alla fine, restando tutto il tempo fuori pista a fumare con gli amici: inutile dire che sono da me cordialmente detestati.

Questa carrellata non sarebbe completa senza citare la Principessa: anche di questa categoria ce ne è sempre una, ed è di solito la sola ragazza in pista (sempre una donna, mai un uomo) che sa davvero andare e tutti restano a guardare con la bocca spalancata.

Venite a pattinare anche voi. Vi divertirete e conoscerete un sacco di gente interessante. O quanto meno, piuttosto pittoresca.

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Visto che è una settimana che faccio questo lavoro a ripetizione, in attesa di avere il tempo per comprare i granuli e giocare al piccolo chimico, vi spiego il trucco, ed è un trucco da ingegnere.

Primo, non aspettate che sia del tutto otturato: quanto sotto si fa più piacevolmente (o meglio, con meno schifo) se l’acqua non è sozza.
Secondo, indossare i guanti, munirsi di una bacinella e svuotare il più possibile la coppa.
Terzo, turare con uno sturalavandino bello cazzuto il buco, facendolo aderire bene; premere il suddetto per farlo aderire bene.
Quarto, riempire la tazza: l’acqua riempirà la tazza, essendo il buco da voi tappato.
Quinto, estrarre magna cum violentia lo sturalavandino. Tra vuoto che avete fatto sotto e pressione extra dell’acqua sopra (fondamentale) si creerà una gran differenza di pressione che si propagherà poderosamente all’interno del tubo.
Sesto, se non si stura subito, dare 1-10 vigorose stantuffate, ripetendo quanto sopra.

Questa tecnica, correttamente operata, stura qualsiasi cesso della terra. Urrà!

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…Una tazza del cesso sturata.

Update: è anche perdere dalla tua donna giocando a Memoir 44.

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