Cose che faccio

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E’ uscito da poco in Italia il primo volume tradotto della trilogia Red Rising – Golden Son – Morning Star di Pierce Brown.
Beh, mi sento di fare un endorsement e consigliare di leggerlo (sperando che la traduzione sia decente: io sto finendo la trilogia in originale).
L’inizio è un po’ reminiscente di Hunger Games, ma le similitudini si limitano al fatto che si tratti di una distopia e al contesto del primo libro. La storia di fondo, gli intrighi, i colpi di scena, sono veramente notevoli, in un’ambientazione che mischia il classico con la fantascienza in una maniera veramente interessante e con una cattiveria degna di GRRM: si tratta di tutto meno che di un romanzo young adult! Il secondo libro, se possibile, è ancora meglio del primo, con personaggi che dimostrano una profondità notevole. Il terzo lo sto leggendo avidamente.
Consigliato veramente.

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<copio/incollo dal messaggio postato su FB nel gruppo LSCA Genova – Ordine delle Onde>

Di norma non scrivo considerazioni personali, ma in questo caso direi che l’occasione lo merita; più che altro, lo meritano le persone a cui questo post è dedicato.

Tre anni fa questa notte, 17 settembre 2011, finito non ricordo come sul sito di Ludosport e parlatone con un gruppo di amici, lasciai un messaggio nel forum dell’associazione. Dopo due giorni mi rispose un certo Andrea Pini, spiegandomi di star frequentando i corsi a Milano ma di voler portare da lì ad un annetto lo sport a Genova; proponendomi di affrontare questa avventura assieme mi fece anche capire di essere lo spacciatore ufficiale di pesto genovese ad un misterioso “Consiglio”.

Coinvolto anche il buon Andrea Zoppi, e preso atto che a Genova o ti chiami Andrea o non puoi insegnare, abbiamo iniziato a fare i nostri piani e a frequentare assieme il Corso Istruttori. A maggio 2012 siamo partiti con il primo precorso e a settembre con il primo corso regolare. A due anni di distanza abbiamo il nostro primo Jedi (ha scelto il lato sbagliato, ma lo perdoniamo), due Istruttori patentati, e tra tutti siamo quasi una trentina.

E’ stato un percorso a volte difficile, che ha richiesto impegno, ma carico di soddisfazioni; è stato un percorso che ha portato questa bellissima disciplina, anzi questo bellissimo gruppo di gente, a diventare una parte importante della mia vita. Per questo vanno i miei ringraziamenti prima di tutto ai Maestri, Nemo, Gilo e Dago; poi a Ugo, che ci ha accompagnati nella nostra crescita; poi ai miei compagni di avventura Andrea e Andrea; e infine, last but not least, a tutti i nostri allievi, il cui livello di dedizione a volte mi commuoverebbe, se non fosse che mi tocca fare il cattivo.
Ander – Uno dei tre Andrea dell’Ordine delle Onde

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Ultimamente mi sono dato parecchio ad un subset della scifi, quello sul genere di “Starship Troopers” tanto per intenderci. Spulciando su Amazon i libri a basso costo mi sono imbattuto nella solita valanga di porcaie, ma anche in alcuni autori degni di nota. Ecco quello che ho letto e che consiglierei a chi apprezza il genere:

Marko Kloos; ho preso il suo romanzo di esordio, “Terms of Enlistment” (il protagonista si arruola per sfuggire alla vita grigia delle sterminate città dove tutti vivono col salario minimo) e subito dopo i racconti “Lucky Thirteen” e “Measures of Absolution” ambientati nello stesso universo… Come capirete quindi mi era piaciuto parecchio. Sta per uscire il seguito “Lines of Departure”, l’ho preordinato e non vedo l’ora di leggerlo.

Vaughn Heppner; di lui ho letto “Assault Trooper” (la Terra è stata quasi sterminata e uno degli ultimi sopravvissuti viene rapito da una razza aliena per combattere per loro) e ho appena comprato “Planet Strike” che ne rappresenta il seguito. Ha scritto un sacco di altra roba ma dato che sono tutte serie prima di approfondire voglio vedere come se la cava con il proseguimento di questa.

Elliott Kay; preso e letto “Poor Man’s Fight”, ora non ce l’ho molto presente, ma ricordo che mi era piaciuto. L’autore ha scritto anche altre cose di generi diversi ma niente seguito ancora.

Sara King; di lei ho letto “Forging Zero” e “Zero Recall”, raccontano la storia di un supersoldato attorno a cui si intrecciano i destini delle molte razze dell’Universo… E proprio la complessità di questo è secondo me la parte più interessante; anche le storie comunque non sono affatto male ma dopo la seconda mi sono fermato.

Isaac Hooke; “ATLAS” (storia di uno che viene da un barrio e si arruola affrontando un corso simile ai Seals per poi essere presente al primo contatto con una specie ostile) è il suo primo romanzo del genere, ma ha una saga di scifi/fantasy alle spalle (non molto quotata). Finito ieri, e mi sono preso subito i due raccontini “Caterpillar Without A Callsign” e “Just Another Day” quindi come potete capire anche questo l’ho trovato molto bello.

Gli autori sono dei perfetti sconosciuti e qua e là può esserci qualche ingenuità che un editor avrebbe colto (ad esempio in ATLAS ho trovato due o tre refusi) ma la qualità è alta e il prezzo è basso. Quanto costa il tutto? 36 dollari (27 euro, ad oggi). Quanto ci si mette a leggerli? Beh, io li ho letti nell’arco di sei mesi, però nel frattempo ho letto molto altro, quindi non saprei. Diciamo che una settimana o due per romanzo ci vuole sicuro, anche masticando bene l’inglese, perlomeno se uno lavora e ha tempo solo la sera o in viaggio. Se vi piace il genere, non vi pentirete dell’acquisto.

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Dopo che con una collega avevo visto in una vetrina un albero di Natale fatto di listelli di legno, mi è venuta voglia di costruirmene uno, anche per avere un qualcosa che avesse una chance di sopravvivere agli assalti ninja delle mie due amorevoli gattine.
Siccome sono un ingegnere, sono andato sul sito di Leroy Merlin, ho visto che listelli c’erano disponibili, quindi ho fatto un progettino in Rhino e l’ho renderizzato per valutare le proporzioni e la resa. Ecco qui cosa pensavo venisse fuori inizialmente, con 40 listelli un po’ più grandi di quelli che poi ho finito con l’utilizzare:

Quindi sono andato con Antonella a comprare il legno, e ho preso due pacchi di 10 listelli da 2 m x  2 cm x 4 cm (erano in offerta!) e due lastre da 30 cm x 100 cm x 1.8 cm (erano in offerta!) e un palo a sezione quadrata di 6 cm lungo 1 m. Dalle lastre ho fatto ricavare sei quadrati di 30 cm di lato, dal palo, un pezzo lungo 30 cm.
Il passo successivo è stato segare tutti i listelli:

Ne ho tagliati 50, di lunghezza dai 4 cm (veramente un pezzettino) ai 102 cm; mi sono avanzati 4 listelli e un po’ di sfrido con cui qualcosa farò, forse un grattatoio volante.
Grazie poi all’aiuto del mio mitico vicino di casa, Alfredo, che ha recuperato da non si sa dove una colonna per trapano, abbiamo forato tutti i listelli per permettere il passaggio di una barra filettata da 8, che mi ero nel frattempo procurato da una bulloneria genovese, Bonetto. Siccome le barre sono lunghe 1 m, e tutto l’insieme viaggia invece sul metro e mezzo, abbiamo dovuto giuntare una barra e mezza con un dado lungo e quindi tre dei listelli sono stati dotati di un foro maggiorato per alloggiare lo stesso.

Forati anche i quadratoni della base, per forare invece il tronchetto c’è voluto l’ausilio di una officina ben dotata, dato che realizzare un foro di 30 cm di lunghezza dritto non è banale. Ecco una foto della foratura:

A questo punto era quasi fatta: arrivato finalmente il sabato ed arrivata finalmente Antonella, ho potuto assemblare il tutto; prima ho incollato a due a due i quadratoni della base; poi li ho messi assieme, sfalsando una coppia di 45° per fare una stella, ed ho inserito la barra filettata, fissandola sotto con un dado per il quale avevamo ricavato a suo tempo un alloggiamento in uno dei quadratoni; ho aggiunto dei feltrini agli angoli e al centro della base per evitare strisciamenti.
Fatto ciò, ho semplicemente inserito il tronchetto e poi i listelli, aprendoli a raggiera. Ed ecco il risultato, adornato di qualche cosina che avevo in casa. Che ne dite?

Tempo: circa 2 ore per segare i listelli, 1 ora per scartavetrarli, 3 ore per forarli tutti, 1 ora per varie e montaggio. Costo: 45 euro legname, 5 euro barre filettate e bulloneria.

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Mi sono reso conto ieri sera che sono quasi due anni che sono finito nella galassia ludosportina del lightsaber combat , e non ne ho mai parlato su queste pagine.
Beh, siccome sono dell’idea che una immagine (in questo caso un video) valga più di mille parole, ecco qui un piccolo video girato come prova per la nuova action camera.
Considerate che i due combattenti sono relativamente inesperti e che non c’è stato alcun editing (anzi sì, ho tolto le risate di sfondo). Buona visione.

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La prima parte la trovate qui

Categoria giochi in stile americano:

1° – Axis & Allies (ed. Revised)

In questa categoria di giochi ne indico solo uno, sia perchè i miei gusti hanno deviato verso altre tipologie, sia perchè si tratta di un grande classico, per certi versi ineguagliato. L’ambientazione è la 2GM, con le grandi potenze che si scornano tra loro per il controllo del mondo. Rispetto alla versione precedente il gioco risulta molto più bilanciato, specialmente nella versione “conquista 10 capitali per vincere” (8 favorisce l’Asse, 12 gli Alleati). Il livello di complicazione delle regole è per me accettabile, ma una buona spanna sopra i giochi europei più popolari.

Pregi: spettacolare, vasto, soddisfacente
Difetti: lungo, fattore fortuna (come tipico dei giochi americani)

Categoria giochi collaborativi

1° – Battlestar Galactica

BSG è il collaborativo per eccellenza; molto ben ambientato, con un livello di tensione altissimo e le partite che spesso finiscono sul filo del rasoio, customizzabile a piacere con le varie espansioni. Previene il classico problema dei collaborativi di uno più forte che gioca per gli altri con il meccanismo del traditore, ben connaturato con la storia di BSG. Chi sarà il Cylon? Caldamente raccomandato.

Pregi: vedi sopra; inoltre, di durata contenuta in una serata
Difetti: a seconda del numero di giocatori può essere molto difficile vincere per gli umani

2° – Space Alert

Un gioco del mio favorito, Vlaada Chvatil, Space Alert è un gioco particolare: si fanno le mosse tutti assieme in diretta, ascoltando le tracce di un computer che descrive la missione, e poi le si risolve a posteriori per vedere come è andata; di solito, la nave su cui viaggiano i giocatori viene distrutta, il tutto però risulta molto divertente.

Pregi: dura poco, adatto a serate cazzare ma anche a essere giocato seriamente
Difetti: è più un filler che un gioco da giocare tutta la serata

Categoria giochi fuori canone

1° – Eclipse

Eclipse ce l’ho da poco, ma mi ha ampiamente convinto: si tratta di un gioco 4X (eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate) di ambientazione spaziale, all’altezza dei grandi classici del genere come Twilight Imperium, Civilization, ma senza la durata eterna di questi; conoscendo le regole e iniziando subito dopo cena si conclude la partita in serata. Eclipse è sì un gioco con ambientazione molto profonda e un certo fattore fortuna come tipico degli americani, ma ha anche una sofisticata componente di gestione risorse all’altezza dei migliori europei, che costringe a valutare attentamente quante mosse fare e quanto espandere il proprio impero. Dopo poche partite è già diventato uno dei favoriti, e continuano a chiedermi di giocarlo… Direi che è un buon segno!

Pregi: il 4X in forma compatta, e con abbastanza opzioni per uno sofisticato stratega; molto bene la gestione risorse
Difetti: un po’ tanto alea nelle battaglie

2° – Dungeon Lords

In Dungeon Lords (altro gioco di Vlaada Chvatil) i giocatori sono i Dungeon Master che devono costruire un sotterraneo, che poi i catt gli eroi cercheranno di espugnare. Tramite trappole e mostri riusciranno a proteggersi dagli intrusi? Il gioco è chiaramente ispirato a Dungeon Master, il vecchio gioco per PC, ed è un sagace misto di gestione risorse e strategia, il tutto condito da una certa dose di cul abilità precognitiva nel valutare le mosse degli avversari e parecchio umorismo. Da segnalare anche Dungeon Petz, sullo stesso filone ma più “puccioso”.

Pregi: veloce, si gioca in meno di due ore; interessante l’abnorme prospettiva che ci pone nei panni del cattivo
Difetti: a volte difficile organizzare una strategia; rende bene solo in 4 per via del numero di mosse possibili

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Un po’ di tempo fa avevo parlato brevemente della cultura del gioco da tavolo in Italia e non ne uscivamo molto bene… Negli ultimi anni la situazione è un po’ migliorata, e grazie a editori lungimiranti si iniziano a vedere più giochi “seri”, più traduzioni, più produzioni nazionali. Niente di stratosferico, ma un piccolo passo in avanti.

In questo post, non avendo il tempo per recensioni complete, volevo presentare i miei giochi favoriti per ogni categoria, così da dare qualche idea a chi volesse accostarsi a questo mondo. Per ogni gioco darò una breve descrizione e i pro e i contro, molto sinteticamente.

Categoria giochi di carte:

1° – 7 Wonders

Lo scopo è sviluppare la propria civiltà, giocando carte e accumulando risorse e punti ovvero costruendo le “meraviglie”. C’è un po’ di competizione, legata alla alla potenza militare dei vicini di tavolo, e un po’ di fattore alea legato al giro delle carte, ma abbastanza ridotto.

Pregi: veloce da spiegare e giocare, piace anche ai profani, ottimo per una serata non troppo impegnativa anche per i veterani
Difetti: nessuno?

2° – Dixit

Dixit è un gioco in cui è necessario fare indovinare agli altri giocatori (ma non a tutti) una carta scelta tra un mix di illustrazioni veramente surreali, che da sole valgono il prezzo del gioco. Ancora più semplice da spiegare, ancora più adatto ai profani, in pratica un party game evoluto.

Pregi: molto semplice, divertente, va bene anche per persone che non riescono a concentrarsi (7 Wonders richiede un MINIMO di impegno)
Difetti: manca del tutto la componente strategica

Categoria giochi in stile europeo:

1° – Power Grid (Alta Tensione)

Un gioco classico di gestione risorse in cui bisogna illuminare le città di una nazione (le mappe sono collezionabili se uno vuole variare tabellone) acquistando centrali, posizionando casette, comprando risorse; il mio preferito in assoluto dei gestionali. Una partita dura due orette, che è la durata giusta per un gioco del genere.

Pregi: un bel tema, una meccanica perfetta per il mercato delle risorse che segue molto la legge domanda/offerta, un sistema che tiene tutti in partita fino alla fine
Difetti:  bisogna saper fare somme e sottrazioni; rende bene da 4 in su perchè in meno c’è meno competizione e le aste per le centrali perdono di pepe

2° – Agricola

Agricola è un gioco a risorse limitate in cui bisogna sviluppare una fattoria; c’è un po’ di competizione (ogni turno ciascuna mossa può essere scelta da un sol giocatore) e molto poco alea, legato alla sequenza delle nuove mosse che cmq varia molto poco.

Pregi: un altro dei classici tra i gestionali, molto bello, marginalmente giocabile con i profani (Power Grid no, IMO)
Difetti: è necessario per vincere puntare su un po’ di tutto, non ci si può specializzare molto; in ogni caso un giocone, è questione di preferenze quale sia primo

A presto per la 2a parte, con i giochi collaborativi e quelli in stile americano.

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E’ un bel po’ che ne usufruisco, ed è un bel po’ di più che esiste, ma mi rendo conto che non ne ho mai parlato: la casa editrice (perlopiù di fantascienza) Baen è unica nel panorama perchè mette a disposizione gratuitamente svariati libri del suo catalogo. Un bel editoriale che spiega i ragionamenti dietro tutto ciò lo trovate qui. Devo dire che la cosa funziona, secondo me, perché io di loro libri ne ho comprati una quindicina, della saga di Honor Harrington, il cui autore David Weber include in ogni nuovo hardback che pubblica un CD con tutti i libri che ha precedentemente scritto, in svariati formati, nessuno coperto da DRM. Mi complimento per la coraggiosa visione.

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Una ricettina rubata dalla spaghetteria “Sotto il Santo” di Finalborgo.

Si prende la conserva di pomodoro, si aggiunge cubetti di pancetta, cipolla a pezzettini, e si fa restringere una decina di minuti così intanto cipolla e pancetta cuociono per bene; verso la fine si spolvera di peperoncino.

Consiglio con le mezze penne rigate. Buon appetito!

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E’ comparso stanotte www.pottermore.com che linka a http://www.youtube.com/JKRowlingAnnounces e c‘è un twitter @pottermore per le news. Il fandom è in fermento.

Geniale l’idea di rivelare il nuovo sito con una specie di caccia al tesoro tra i vari siti potteriani… Dove tra l’altro si legge che NON è un nuovo romanzo. Attendiamo il Verbo! :D

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