Dopo il delicato tema delle SSS, conosciamo un’altra figura tipica degli autobus nostrani, il pippautista, o PA.
Il pippautista è quell’individuo che, messo alla guida di un autobus, non supera mai i 30 all’ora e la seconda marcia, qualunque sia la condizione del traffico.
Il pippautista è di solito un uomo di mezza età, reso cinico da anni al volante, che vi guarda sprezzante nello specchietto e sembra dirvi: “Ah bello, mi pagano uguale anche se tu arrivi in ritardo. Io tanto qui tot ore devo stare.”
Il pippautista rallenta quando è verde, sperando che compaia il giallo che lo autorizza a fermarsi anche se è a un metro dal semaforo; infatti al pippautista servono tre semafori per oltrepassare l’incrocio della Questura (questa la può capire solo chi è di Genova).
Il pippautista, se ci sono delle auto in coda sulla corsia a fianco, si ferma, perché non vuole fare lo sforzo di guardare fuori dal finestrino per controllare di passarci.
Il pippautista, due volte su tre, è distratto da un collega che chiacchiera con lui, in totale sprezzo del divieto che impone (ai comuni mortali) di non parlare con l’autista.
Il pippautista viene regolarmente raggiunto dall’autobus che lo segue a dieci minuti di distanza.
Il pippautista è quell’individuo che, messo alla guida di un autobus, non supera mai i 30 all’ora e la seconda marcia, qualunque sia la condizione del traffico.
Il pippautista è di solito un uomo di mezza età, reso cinico da anni al volante, che vi guarda sprezzante nello specchietto e sembra dirvi: “Ah bello, mi pagano uguale anche se tu arrivi in ritardo. Io tanto qui tot ore devo stare.”
Il pippautista rallenta quando è verde, sperando che compaia il giallo che lo autorizza a fermarsi anche se è a un metro dal semaforo; infatti al pippautista servono tre semafori per oltrepassare l’incrocio della Questura (questa la può capire solo chi è di Genova).
Il pippautista, se ci sono delle auto in coda sulla corsia a fianco, si ferma, perché non vuole fare lo sforzo di guardare fuori dal finestrino per controllare di passarci.
Il pippautista, due volte su tre, è distratto da un collega che chiacchiera con lui, in totale sprezzo del divieto che impone (ai comuni mortali) di non parlare con l’autista.
Il pippautista viene regolarmente raggiunto dall’autobus che lo segue a dieci minuti di distanza.



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