Nuovi Kindle

Amazon ha presentato il nuovo Kindle superfigo… Ma in Italia non c’è. Why, Amazon, whyyyyyyy?

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<copio/incollo dal messaggio postato su FB nel gruppo LSCA Genova – Ordine delle Onde.Di norma non scrivo considerazioni personali, ma in questo caso direi che l’occasione lo merita; più che altro, lo meritano le persone a cui questo post è dedicato.

Tre anni fa questa notte, 17 settembre 2011, finito non ricordo come sul sito di Ludosport e parlatone con un gruppo di amici, lasciai un messaggio nel forum dell’associazione. Dopo due giorni mi rispose un certo Andrea Pini, spiegandomi di star frequentando i corsi a Milano ma di voler portare da lì ad un annetto lo sport a Genova; proponendomi di affrontare questa avventura assieme mi fece anche capire di essere lo spacciatore ufficiale di pesto genovese ad un misterioso “Consiglio”.

Coinvolto anche il buon Andrea Zoppi, e preso atto che a Genova o ti chiami Andrea o non puoi insegnare, abbiamo iniziato a fare i nostri piani e a frequentare assieme il Corso Istruttori. A maggio 2012 siamo partiti con il primo precorso e a settembre con il primo corso regolare. A due anni di distanza abbiamo il nostro primo Jedi (ha scelto il lato sbagliato, ma lo perdoniamo), due Istruttori patentati, e tra tutti siamo quasi una trentina.

E’ stato un percorso a volte difficile, che ha richiesto impegno, ma carico di soddisfazioni; è stato un percorso che ha portato questa bellissima disciplina, anzi questo bellissimo gruppo di gente, a diventare una parte importante della mia vita. Per questo vanno i miei ringraziamenti prima di tutto ai Maestri, Nemo, Gilo e Dago; poi a Ugo, che ci ha accompagnati nella nostra crescita; poi ai miei compagni di avventura Andrea e Andrea; e infine, last but not least, a tutti i nostri allievi, il cui livello di dedizione a volte mi commuoverebbe, se non fosse che mi tocca fare il cattivo.

Ander – Uno dei tre Andrea dell’Ordine delle Onde

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Rispetto

Sappi, tu che hai deriso quel Teseo Tesei che si è immolato per la Patria (sì, la P maiuscola in certi contesti non stona), chiamandolo “idiota” per essersi sacrificato consapevolmente durante una missione di guerra, che oggi ti sei guadagnato il mio disprezzo.
Forse come dici tu oggi avremo bisogno più di uomini onesti che di eroi, ma il non rispetto che hai dimostrato a qualcuno che è morto per un ideale, per i compagni, per qualcosa che in ogni caso tu non capisci, fa sì che anche tu di rispetto non ne meriti.

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Gli uomini sono tutti uguali. Le donne sono tutte uguali. I cinesi sono tutti uguali. I tedeschi sono tutti uguali. Quante volte abbiamo sentito o anche detto queste frasi? Eppure non avevo mai pensato a come queste stereotipate caratterizzazioni in realtà significhino solo che, in determinate situazioni, ci fissiamo solo su un certo criterio unificante, rifiutando di vedere le differenze negli altri. Questo accade vuoi per unità di gruppo (la banda vs. gli altri), vuoi per solidarietà di genere (le donne vs. gli uomini), vuoi per motivi lavorativi (i colleghi dell’ufficio vs. gli amministrativi). E’ un fenomeno normale e a volte anche sfruttato a fini pedagogici, es. gli istruttori che si contrappongono agli allievi per farli cementare in un gruppo, cfr. accademia militare.

Solo che poi capita che l’altro sei tu.

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Ultimamente mi sono dato parecchio ad un subset della scifi, quello sul genere di “Starship Troopers” tanto per intenderci. Spulciando su Amazon i libri a basso costo mi sono imbattuto nella solita valanga di porcaie, ma anche in alcuni autori degni di nota. Ecco quello che ho letto e che consiglierei a chi apprezza il genere:

Marko Kloos; ho preso il suo romanzo di esordio, “Terms of Enlistment” (il protagonista si arruola per sfuggire alla vita grigia delle sterminate città dove tutti vivono col salario minimo) e subito dopo i racconti “Lucky Thirteen” e “Measures of Absolution” ambientati nello stesso universo… Come capirete quindi mi era piaciuto parecchio. Sta per uscire il seguito “Lines of Departure”, l’ho preordinato e non vedo l’ora di leggerlo.

Vaughn Heppner; di lui ho letto “Assault Trooper” (la Terra è stata quasi sterminata e uno degli ultimi sopravvissuti viene rapito da una razza aliena per combattere per loro) e ho appena comprato “Planet Strike” che ne rappresenta il seguito. Ha scritto un sacco di altra roba ma dato che sono tutte serie prima di approfondire voglio vedere come se la cava con il proseguimento di questa.

Elliott Kay; preso e letto “Poor Man’s Fight”, ora non ce l’ho molto presente, ma ricordo che mi era piaciuto. L’autore ha scritto anche altre cose di generi diversi ma niente seguito ancora.

Sara King; di lei ho letto “Forging Zero” e “Zero Recall”, raccontano la storia di un supersoldato attorno a cui si intrecciano i destini delle molte razze dell’Universo… E proprio la complessità di questo è secondo me la parte più interessante; anche le storie comunque non sono affatto male ma dopo la seconda mi sono fermato.

Isaac Hooke; “ATLAS” (storia di uno che viene da un barrio e si arruola affrontando un corso simile ai Seals per poi essere presente al primo contatto con una specie ostile) è il suo primo romanzo del genere, ma ha una saga di scifi/fantasy alle spalle (non molto quotata). Finito ieri, e mi sono preso subito i due raccontini “Caterpillar Without A Callsign” e “Just Another Day” quindi come potete capire anche questo l’ho trovato molto bello.

Gli autori sono dei perfetti sconosciuti e qua e là può esserci qualche ingenuità che un editor avrebbe colto (ad esempio in ATLAS ho trovato due o tre refusi) ma la qualità è alta e il prezzo è basso. Quanto costa il tutto? 36 dollari (27 euro, ad oggi). Quanto ci si mette a leggerli? Beh, io li ho letti nell’arco di sei mesi, però nel frattempo ho letto molto altro, quindi non saprei. Diciamo che una settimana o due per romanzo ci vuole sicuro, anche masticando bene l’inglese, perlomeno se uno lavora e ha tempo solo la sera o in viaggio. Se vi piace il genere, non vi pentirete dell’acquisto.

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Dopo che con una collega avevo visto in una vetrina un albero di Natale fatto di listelli di legno, mi è venuta voglia di costruirmene uno, anche per avere un qualcosa che avesse una chance di sopravvivere agli assalti ninja delle mie due amorevoli gattine.
Siccome sono un ingegnere, sono andato sul sito di Leroy Merlin, ho visto che listelli c’erano disponibili, quindi ho fatto un progettino in Rhino e l’ho renderizzato per valutare le proporzioni e la resa. Ecco qui cosa pensavo venisse fuori inizialmente, con 40 listelli un po’ più grandi di quelli che poi ho finito con l’utilizzare:

Quindi sono andato con Antonella a comprare il legno, e ho preso due pacchi di 10 listelli da 2 m x  2 cm x 4 cm (erano in offerta!) e due lastre da 30 cm x 100 cm x 1.8 cm (erano in offerta!) e un palo a sezione quadrata di 6 cm lungo 1 m. Dalle lastre ho fatto ricavare sei quadrati di 30 cm di lato, dal palo, un pezzo lungo 30 cm.
Il passo successivo è stato segare tutti i listelli:

Ne ho tagliati 50, di lunghezza dai 4 cm (veramente un pezzettino) ai 102 cm; mi sono avanzati 4 listelli e un po’ di sfrido con cui qualcosa farò, forse un grattatoio volante.
Grazie poi all’aiuto del mio mitico vicino di casa, Alfredo, che ha recuperato da non si sa dove una colonna per trapano, abbiamo forato tutti i listelli per permettere il passaggio di una barra filettata da 8, che mi ero nel frattempo procurato da una bulloneria genovese, Bonetto. Siccome le barre sono lunghe 1 m, e tutto l’insieme viaggia invece sul metro e mezzo, abbiamo dovuto giuntare una barra e mezza con un dado lungo e quindi tre dei listelli sono stati dotati di un foro maggiorato per alloggiare lo stesso.

Forati anche i quadratoni della base, per forare invece il tronchetto c’è voluto l’ausilio di una officina ben dotata, dato che realizzare un foro di 30 cm di lunghezza dritto non è banale. Ecco una foto della foratura:

A questo punto era quasi fatta: arrivato finalmente il sabato ed arrivata finalmente Antonella, ho potuto assemblare il tutto; prima ho incollato a due a due i quadratoni della base; poi li ho messi assieme, sfalsando una coppia di 45° per fare una stella, ed ho inserito la barra filettata, fissandola sotto con un dado per il quale avevamo ricavato a suo tempo un alloggiamento in uno dei quadratoni; ho aggiunto dei feltrini agli angoli e al centro della base per evitare strisciamenti.
Fatto ciò, ho semplicemente inserito il tronchetto e poi i listelli, aprendoli a raggiera. Ed ecco il risultato, adornato di qualche cosina che avevo in casa. Che ne dite?

Tempo: circa 2 ore per segare i listelli, 1 ora per scartavetrarli, 3 ore per forarli tutti, 1 ora per varie e montaggio. Costo: 45 euro legname, 5 euro barre filettate e bulloneria.

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Breve rece Moto G

Mi è arrivato venerdì mattina (in anticipo sulla previsione originaria di Amazon.de, che dire, efficientissimi come al solito) il Moto G 8 Gb, ultimo cellulare di Motorola ora di proprietà di Google. In Italia esce lunedì (a 199 euro, 30 euro di più che su Amazon.de) e ho pensato quindi di farne una recensione.
Chiamarlo mini-Nexus non sarebbe inesatto: ha uno schermo molto bello, con una risoluzione che rivaleggia con il mio Nexus 10, ma nel contempo non va all’esagerazione degli ultimi modelli (sul serio: l’occhio umano non risolve più di 300 dpi, fermatevi!!!) e quindi non succhia la batteria più di tanto. Proprio la batteria sembra un punto di forza: dopo un paio di giorni di funzionamento (abbastanza tranquillo, avrò speso venti minuti di telefonate al giorno) e due nottate di modalità aereo sono ancora a metà batteria. Ho l’impressione che si possa arrivare a due giorni di impiego normale senza troppi problemi. Le prestazioni mi sembrano eccellenti, risponde velocemente senza impuntamenti e perfino Chrome per mobile su questo aggeggio sembra quasi un browser decente. Facebook no, Facebook per Android fa sempre schifo su qualunque cosa giri. L’audio in chiamata mi pare ottimo, il vivavoce al massimo è un po’ metallico ma poco male, l’importante è che sia forte. La ricezione non ha particolari problemi e anche il WiFi funziona bene. Infine, il punto di forza principale: qualità / prezzo (170 euro comprandolo in crucchilandia) non ci sono paragoni sul mercato: per avere qualcosa di analogo bisogna spendere almeno 100 euro di più (e a quel punto uno farebbe bene ad andare direttamente sul Nexus 5). Unico neo la fotocamera che non è un granchè, ma per me è un peccato trascurabile avendo altri strumenti.
Mio giudizio: 5 stelle e un must-buy per Natale. Ovviamente online.

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Parliamo di lettiere per gatti. Ne ho sperimentate diverse:

a) Eco Plus Cat’s Best, fatta di scarti di legno, biodegradabile, all’inizio funzionava bene, e faceva ottime pallette; poi è peggiorata parecchio (le palle si sfaldavano) e l’ho scartata; spesa circa 8 euro al mese

b) Extreme Classic al borotalco, niente da dire, fa delle bellissime palle compatte, rimane pulitissima anche per 15 gg pulendola regolarmente, non si sente NULLA; è quella che uso al momento ma è cara; spesa circa 10 euro al mese

c) COOP agglomerante: appena finito di sperimentare, costa poco, ma non agglomera per niente, ergo pian piano l’odore aumenta; ha il vantaggio che non si sparge; spesa circa 5 euro al mese (due sacchi)

Si accettano suggerimenti: tenete presente che la b) è veramente ottima, e un’alternativa economica deve esserlo davvero per convincermi a cambiare (insomma, se costa la metà come la COOP e va meno bene della b) ma sempre bene, è OK; se costa un euro di meno anche no). Inoltre: solo lettiere agglomeranti per favore, le altre non le considero proprio. Grazie.

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Un po’ di tempo fa avevo parlato dei miagolii di Maia… Beh, con l’arrivo di Ginny ho notato subito come la sua “voce” fosse diversa. In particolare:

- quando fa le fusa ed è contenta, invece del “wah!” di Maia fa una specie di “meeow”, molto trillato, ripetuto più volte
- anche lei prima di fare “la grossa” fa un miagolio soddisfatto, ma assai più acuto
- non fa lo “sgrunt” di Maia quando scende da un mobile

E questo è più o meno tutto! Per ora…

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Opinioni rispettabili

Giusto perché non si confonda la “libertà di pensiero” con “ogni opinione va rispettata”.
A uno può piacere lo sterco e a un altro il cioccolato, ma il primo rimane sterco e il secondo cioccolato.
Quindi, se quella che sostieni è una solenne stupidaggine, non hai diritto che la tua opinione sia rispettata. Che tu sia rispettato, sì, ma la tua opinione, decisamente NO.

http://theconversation.com/no-youre-not-entitled-to-your-opinion-9978

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